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Serve Firenze!

La dura requisitoria di Andrea Rastelli

Che qualcuno ci tolga da questo incubo infinito che ormai dura da almeno tre stagioni! Abbiamo capito he la società viola non è in grado di incidere minimamente sull’andamento della squadra, non lo è mai stata. Non c’è nessun dirigente che abbia un tale carisma, una tale personalità da incidere in maniera determinante sulla situazione attuale. Nemmeno Prandelli ha lasciato un minimo segno in questo senso, ma quello che più preoccupa è che nemmeno Commisso ha la giusta autorevolezza per farsi che venga invertita una rotta che da tempo ha assunto un percorso titanico.
Il Presidente, che sia a Firenze, che se ne stia in America, che parli di persona alla squadra, che la segua passo passo, non riesce a portare quel valore aggiunto che generalmente, imprenditori del suo calibro e con la sua personalità sanno trasmettere.
E nemmeno la città sembra più essere in grado di reagire a questo disastro sportivo. E’ annichilita, umiliata da un gruppo di giocatori che oggi, tutti, guadagnano stipendi nettamente superiori rispetto allo spettacolo indegno che domenica dopo domenica offrono in campo. Perché oggi la società in cui viviamo deve fare i conti con una pandemia che sta stravolgendo le nostre vite, c’è da pensare giustamente a questo, più che alla Fiorentina. Perché la Fiorentina, nella sua lunga vita, ha sicuramente passato momenti difficili ma, nonostante tutto, chi indossava la maglia viola, sentiva quel senso di responsabilità che la piazza gli sapeva trasmettere. 
Firenze deve tornare ad essere quella piazza che ha organizzato il flash mob per protestare contro i Della Valle e costringerli a cedere la società, deve tornare ad essere, nella maniera più civile assoluta, ci mancherebbe, quella piazza che con la sua ironia, con il suo amore travolgente per la propria squadra, con la sua fiorentinità, è sempre riuscita a fare la differenza in situazioni come questa.
Perché farsi schiacciare su tutti in fronti in questa maniera, a partire dalla parte che riguarda il campo, fino a quella che riguarda il tema dello stadio, senza far sentire la propria voce, non è da questa città. E soprattutto perché la società viola, ad oggi, è impalpabile su ogni fronte. 

Andrea Rastelli

nato a Pistoia il 19.10.1973. Residente a Montecatini Terme, nella periferia di Nievole. Diplomato in scienze umane, sto frequentando la triennale in scienze motorie. Attualmente come collaboratore scolastico all’istituto agrario Anzilotti di Pescia. Ho sempre avuto una grande passione per lo sport e la politica. Lo sport è ciò che maggiormente ha caratterizzato la mia vita. Ho iniziato con il calcio per poi passare alla corsa podistica che ormai mi accompagna da oltre 20 anni. L’amore per la Fiorentina è iniziato fin dalla nascita grazie a mio padre che mi portava con sé allo stadio. Ho assistito ai non molti successi della viola ed anche agli eventi più spiacevoli, a partire dal grave infortunio subito da Giancarlo Antognoni avvenuto nel Novembre del 1981. Io ero lì, proprio in linea con l’accaduto. Faccio politica attiva dal 2009 quando venni eletto con il partito democratico, consigliere comunale a Montecatini Terme. Fu la prima vera esperienza alla quale ne ebbe seguito una successiva 5 anni più tardi, con la nomina di Presidente del Consiglio Comunale, sempre nel comune di Montecatini Terme. Ho avuto pertanto modo di amministrare il mio territorio, concentrandomi molto sulle periferie che sono, a mio avviso, le zone che molto spesso avvertono distanza tra cittadino e istituzioni. Ho seguito molto anche le vicende che hanno legato la mia città allo sport; nel 2016 andai a Bruxelles, a ritirare l’assegnazione di Montecatini Terme città europea dello sport per l’anno 2017. Per circa 2 anni ho ricoperto il ruolo di segretario del PD locale di Montecatini Terme, mentre dal Febbraio scorso, a seguito della scissione di Matteo Renzi dal PD sono passato ad Italia Viva. Ad oggi sono di questo partito un semplice militante. Ho avuto contatti con il mondo sportivo fiorentino e molto spesso mi sono ritrovato a condividere progetti con personaggi di spicco dello sport e con addetti della carta stampata. Una mia battuta sulla “sperata” realizzazione del nuovo stadio che Commisso vorrebbe realizzare per la Fiorentina, mi ha permesso conoscere Maurizio Canino, ideatore del programma Controcalcio e alcuni suoi ospiti, tra cui Lorenzo Somigli. In quell’occasione, non appena il Presidente Commisso avviò i contatti con il Sindaco di Campi Bisenzio, per realizzare il nuovo stadio in quel territorio,mi venne spontaneo indicare, attraverso un neonato gruppo Facebook in favore del progetto, il nome del nuovo stadio. Trattandosi di Campi Bisenzio, scrissi che il nome adatto sarebbe stato “Campi Nou”, per esaltare l’ambizioso progetto, utilizzando, in un misto tra italiano e spagnolo, lo stesso nome dello stadio del Barcellona. La battuta fu molto apprezzata da tantissimi tifosi ed alcuni media di spicco, tra cui i Tg regionali. Maurizio Canino mi contattò per avermi ospite nel suo programma e da lì nacque subito un un’ottimo feeling. A lui sono molto grato per avermi dato la possibilità di intervenire sulle vicende della Fiorentina, quella che, a parte gli affetti familiari, è il più grande amore della mia vita. Controcalcio, con la collaborazione di altri eccellenti giornalisti come l’amico Lorenzo Somigli, sta crescendo di mese in mese ed io sono orgoglioso di farne parte.

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