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Non tutto è oro

Pirlo la riprende grazie ai cambi

Prestazione sopraffina di Chiesa e Cuadrado. Dybala delude ancora.

Premessa: i derby non si giocano, si vincono. E per chi a Torino ci è nato e ci vive, sa bene a cosa mi riferisco ma ancora una volta la Juventus palesa una prestazione insufficiente per 3/4 di partita contro un avversario che, pur mostrando limiti imbarazzanti, perlomeno ci mette un po’ di voglia e addirittura nel primo tempo poteva andare tranquillamente sul 2-0.

Il tutto è anche frutto di una formazione iniziale diciamo non proprio corretta e, come al solito, della presenza di calciatori totalmente inadatti a questo tipo di battaglie (e il derby lo è per antonomasia). Questa volta però i cambi di Pirlo danno i suoi frutti, l’americanino non avrà piedi sopraffini ma è da battaglia e se poi addirittura la butta dentro per il pareggio, beh è un bel segnale. Per le statistiche, de Ligt siglò il suo primo gol con la Juve proprio nel derby lo scorso anno all’Olimpico e poi sappiamo tutti cosa è l’olandese oggi, chissà.

Il destino poi vuole che sia proprio Bonucci a segnare il gol vittoria dopo che, con enormi dubbi, era stato coinvolto nell’annullamento del gol di Cuadrado. Al netto di tutto, il VAR continua a non convincere e ad alimentare più dubbi che certezze, così come la prova da dimenticare del direttore di gara, ma questa è un’altra storia

Spicca la partita di Chiesa, cuore e anima per 90 minuti, poi il solito Cuadrado con due cross al bacio e tanto altro e di contro, caso raro, registriamo la peggior partita di CR7 da quando è a Torino. Continua la discesa senza freni di Dybala che non si ritrova più e, come detto prima, la carenza di personalità di alcuni elementi specie in momenti della partita in cui si deve andare solo di spada e non sulle uova. Ma era il derby e per una sera su certe cose si può anche passar sopra, a patto che rimanga una parentesi e stop.

I dubbi rimangono perché a oggi di prestazioni convincenti ne abbiamo viste pochissime e per spezzoni di partita (ma pochi pochi). Il lato ottimista invece fa pensare che peggio di così sia proprio impossibile. I primi 70 minuti di ieri sera sono da film dell’orrore, poi Giampaolo ci mette anche del suo perché togliendo Zaza e passando al 451 il suo Toro smette di superare la metà campo ma non basta per giustificare la prestazione indecente. Dal pareggio in poi la Juve inizia a crederci e si ricorda del “finoallafine”. Perché i derby non si giocano, si vincono.

Fabio Castellaneta

Nasco a Torino il 21 febbraio 1975 da una famiglia juventina, di conseguenza non potevo che esserlo anche io perché è nell’ ordine naturale delle cose. Negli anni questa passione si trasforma da curvaiolo sfegatato a persona più razionale (forse…), tanto che ad un certo punto, un po' per fortuna o per il caso o per il destino, comincio ad essere visto anche come un opinionista e comincio a collaborare con alcuni blog scrivendo articoli sulla Juventus a “modo mio”; poi arriva il grande salto con la presenza in alcune trasmissioni tv piemontesi e l apparizione saltuaria su Radiobianconera. Infine Controcalcio. A più di un anno dall’inizio di questa avventura ho imparato tantissime cose, e l’aver a che fare con veri professionisti del settore non ha fatto altro che arricchirmi ancora di più Non mi sento di promettere nulla, ma una cosa la posso dire: se deciderete di riporre la vostra fiducia in me, non ve ne pentirete Fino alla fine!

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