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L’Inter supera anche l’esame di maturità della Dea e torna a +6 sul Milan

E’ stato un successo importantissimo, quello nel posticipo di lunedì sera per i ragazzi di Conte, che grazie a una zampata di Skriniar hanno battuto l’Atalanta 1-0. Sono stati tre punti pesanti portati a casa dai nerazzurri nella rincorsa allo Scudetto, in conclusione di una gara ricca di agonismo e di grande equilibrio tattico. Si può affermare che sia stato un risultato ottenuto dall’Inter, con grande sacrificio e dedizione, nei confronti di un’Atalanta che ha globalmente fatto la partita, ma non è riuscita a scardinare il meccanismo difensivo della Beneamata, manifestatosi come insuperabile dopo essere andata in vantaggio. E, così, la truppa del mister salentino è apparsa essere, sempre di più, la principale squadra accreditata alla vittoria dello Scudetto.

Come previsto, Conte ha scelto di impiegare Vidal a centrocampo al posto di Eriksen, mentre Gasperini, a sorpresa, ha optato per Malinovskyi invece che per uno tra Muriel e Ilicic. In un primo tempo caratterizzato anche da tatticismi, con l’Atalanta comunque a fare la partita, le occasioni da gol sono state pochissime. Per l’Inter, coperta e molto attenta a cercare l’equilibrio in campo, ce n’è stata una con Lukaku, chiuso in extremis da Djimsiti, senza considerare quella nella quale Romero, per opporsi alla solita discesa arrembante del belga, ha rischiato un autogol clamoroso al quale si è opposto il portiere atalantino con un complicato colpo di testa. La Dea, invece, ha avuto due opportunità da rete, in occasione di un doppio calcio d’angolo, sventate da una bella parata di Handanovic su colpo di testa di Zapata e da un salvataggio sulla linea di Brozovic oppostosi ad una deviazione di Djimsiti.

Dopo l’intervallo, con la Dea che ha presentato Ilicic al posto di Malinovskyi, quando i ragazzi di Gasperini sembravano essere intenzionati a rischiare di più per vincere, l’Inter è andata in vantaggio. A seguito di un calcio d’angolo battuto da Eriksen, subentrato a Vidal, Skriniar ha arpionato un pallone, in una mischia nell’area atalantina, ed è riuscito a metterlo alle spalle di Sportiello. Subito il gol, l’Atalanta, costretta a sostituire Zapata con Muriel, ha chiuso l’Inter nella sua metà campo. Il mister salentino, in una fase difficile del match, ha potuto contare sul sacrificio dei suoi attaccanti, in primis Lautaro poi sostituito da Sanchez, che hanno contribuito a non lasciar passare quasi nessun pallone. E, dopo un’occasione capitata a Lukaku, anticipato, prima di tirare a rete, da Romero, Muriel, a seguito di un’accelerazione impressionante, si è presentato da sinistra davanti ad Handanovic che ha respinto di piede. Il match si è chiuso con un’Inter impeccabile nella sua fase difensiva e con la truppa orobica che ha finito per andare a sbattere costantemente contro il muro eretto da Antonio Conte. Vittoria preziosa che ha riportato i nerazzurri a +6 sul Milan.

Enrico Flavio Giangreco

Laureato in Economia Aziendale all'Università Bocconi di Milano, è giornalista professionista, consulente e docente di Comunicazione e Marketing. E’ opinionista anche sui temi dello sport management per NovaStadio ed InterFanTV e lo è stato per Sportitalia. Ha scritto di economia per numerose testate della carta stampata, della televisione e del web. Ha insegnato Marketing e Comunicazione nello Sport presso il Master in Management e Diritto dello Sport dell’Università degli Studi eCampus ed è stato docente anche di Sport Marketing alla European School of Economics di Milano. Ha pubblicato, insieme ad Alberto Canova, I Fondi Strutturali (FrancoAngeli) e, con Giorgio Falsanisi, Le società di calcio del 2000 (Rubbettino). Ѐ autore de La fabbrica del pallone (Rubbettino) e de Il marketing e la comunicazione nello sport (FrancoAngeli).

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