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L’Inter non raggiunge il Milan in Campionato ma lo batte in Coppa Italia

Il punto sui nerazzurri di Conte a cura di Giangreco

L’Inter ha chiuso il girone d’andata a due punti dalla capolista Milan, pareggiando 0-0 a Udine e non approfittando della netta sconfitta dei rossoneri (0-3) con l’Atalanta, ma ha battuto i cugini nel derby dei quarti di finale di Coppa Italia, eliminandoli dalla competizione. Nel primo tempo della partita di Campionato, l’Udinese è apparsa organizzata in difesa e pronta a ripartire con l’Inter che ha subito preso il controllo del centrocampo e, quindi, del match. La prima azione pericolosa dei nerazzurri ha visto Becao servire involontariamente Lautaro al quale si è opposto un grande Musso. E, dopo un gol annullato per fuorigioco sempre all’attaccante argentino, è accaduto che l’arbitro Maresca abbia finito per incidere sull’andamento dell’incontro, non mostrando il cartellino giallo ad Arslan, già ammonito, per un brutto fallo da dietro su Lukaku. L’allenatore dei friulani Gotti, non a caso, al 32′ ha inserito al suo posto Wallace per evitargli altri rischi. Il secondo tempo è iniziato a basso ritmo, con qualche occasione da rete sprecata come quella di De Paul, che ha tirato a lato dai limiti dell’area, e di Hakimi che dopo una sgroppata ha buttato via una bella palla recuperata da Sensi, entrato in campo al posto di Vidal. I nerazzurri, soprattutto negli ultimi venti minuti finali, hanno assediato l’Udinese nella sua metà campo, con l’ex Sanchez, inserito per Lautaro, particolarmente ispirato ma il gol non è arrivato. Antonio Conte, infine, si è innervosito e ha finito per farsi cacciare dall’arbitro, che aveva concesso soltanto 4 minuti di recupero a fronte di numerose perdite di tempo in primis di Musso, portiere dei friulani. Anche Oriali si è beccato un cartellino rosso per proteste.

Nel derby dei quarti di finale di Coppa Italia, l’Inter ha battuto il Milan per 2-1 ed è passata così in semifinale. E’ stato un derby molto tosto, intenso e con qualche scintilla, con i ragazzi di Antonio Conte che hanno ribaltato il risultato di una partita che hanno meritato di vincere, come emerso dai relativi numeri. A passare in vantaggio sono stati i rossoneri al 31’ con Ibrahimovic che, ricevuto da Meité un pallone respinto dalla difesa dell’Inter, ha controllato, ha difeso palla ed ha scagliato un tiro di destro imprendibile per Handanovic. Alla fine del primo tempo c’è stata molta tensione tra Lukaku e Ibrahimovic. I due attaccanti si sono ritrovati in un testa a testa, in occasione di un calcio di punizione per i nerazzurri: alcune parole dello svedese hanno scatenato la reazione del belga interista, trattenuto a fatica dai compagni. Entrambi, perciò, sono stati ammoniti dall’arbitro Valeri.

Nel secondo tempo, proprio Ibrahimovic è stato espulso al 58’ per doppio giallo. Al 70’ l’Inter ha segnato il gol del pareggio: dopo il check del Var è stato concesso un rigore all’Inter, per fallo di Leao su Barella, che Lukaku, come al solito, ha trasformato. Al 74’ il direttore di gara è stato sostituito dal quarto uomo Chiffi per un problema fisico. I nerazzurri, come in tutta la seconda frazione di gara, hanno continuato ad avere occasioni da rete ma hanno trovato sulla loro strada un impeccabile Tatarusanu. Al 97’ è arrivato il gol vittoria dei ragazzi di Antonio Conte: un capolavoro di Eriksen, subentrato a Brozovic, su punizione dal limite. L’Inter, priva di Lukaku e Hakimi, che ammoniti saranno squalificati per la partita di andata, in semifinale di Coppa Italia, affronterà la vincente della sfida Juventus-Spal.

Enrico Flavio Giangreco

Laureato in Economia Aziendale all'Università Bocconi di Milano, è giornalista professionista, consulente e docente di Comunicazione e Marketing. E’ opinionista anche sui temi dello sport management per NovaStadio ed InterFanTV e lo è stato per Sportitalia. Ha scritto di economia per numerose testate della carta stampata, della televisione e del web. Ha insegnato Marketing e Comunicazione nello Sport presso il Master in Management e Diritto dello Sport dell’Università degli Studi eCampus ed è stato docente anche di Sport Marketing alla European School of Economics di Milano. Ha pubblicato, insieme ad Alberto Canova, I Fondi Strutturali (FrancoAngeli) e, con Giorgio Falsanisi, Le società di calcio del 2000 (Rubbettino). Ѐ autore de La fabbrica del pallone (Rubbettino) e de Il marketing e la comunicazione nello sport (FrancoAngeli).

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