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L’Inter c’è: può ancora passare agli Ottavi

Dopo la vittoria dello Shakhtar contro il Real Madrid, l’Inter, battendo il Gladbach al Borussia Park, si è messa nelle condizioni di avere delle possibilità concrete di andare agli Ottavi di Champions League. I calcoli da farsi, soprattutto per quelli che hanno l’Inter nel cuore, sono molto semplici: l’Inter dovrà battere a San Siro lo Shakhtar nell’ultima giornata e sperare che l’altra partita, fra il Real ed il Borussia Mönchengladbach, non finisca in un pareggio.

L’Inter di ieri sera, in terra tedesca, ha replicato l’approccio molto deciso, tutto contiano, alla gara che già si era visto, in Campionato, nella partita vinta contro il Sassuolo. Il profeta di questo credo è stato Romelu Lukaku, vero e proprio trascinatore dei ragazzi nerazzurri, tornato disponibile dal primo minuto dopo il turno di pausa in campionato.

Le scelte di Antonio Conte sono state quelle che si erano previste: non avendo a disposizione lo squalificato Vidal, ha schierato Brozovic, reduce dalla positività al Covid, alla guida del centrocampo. Sulla fascia destra, inoltre, ad Hakimi è stato preferito Darmian, apparso in grande forma. È stata, questa, una delle mosse del tecnico che hanno pagato.

Al 17′ minuto, è stato proprio l’ex giocatore del Manchester United a sbloccare la partita con un bel diagonale. Prima e dopo la rete ci sono stati anche i tiri di Lautaro, Young e Barella. E proprio l’attaccante argentino ha sfiorato il raddoppio al 33′ presentandosi solo in area davanti a Sommer. Dopo mezz’ora di grande gioco da parte dei nerazzurri, negli ultimi quindici minuti del primo tempo sono stati i ragazzi tedeschi ad esprimersi meglio. E dopo una parata di Handanovic, capace di disinnescare un diagonale insidiosissimo di Thuram smarcatosi in area di rigore, il Borussia ha pareggiato con un colpo di testa di Plea, su assist dell’ex Lazaro, nell’unico minuto di recupero.

Nella ripresa il tecnico del Gladbach ha scelto di far entrare Zakaria, in sostituzione di Jantschke, per provare a limitare lo strapotere fisco di Lukaku: una scelta che si è poi rivelata essere vana. E dopo che Thuram ha sfiorato il goal con un colpo di testa da due passi finito di poco fuori, è stato De Vrij a rischiare di realizzare un’autorete intercettando un pallone verticale e generando un brivido per i tifosi dell’Inter.

Non a caso, la prima mossa di Conte nella seconda frazione è stata, allora, far entrare Hakimi al posto di Darmian per poter aumentare la spinta sulla fascia. A ciò si è aggiunto uno straripante Lukaku che è diventato incontenibile per i suoi avversari. Il ragazzo belga, prima, ha preso palla, l’ha difesa ed ha sparato di destro in diagonale l’1-2. Poi, ha segnato ancora di sinistro su un bell’assist di Hakimi.

La partita, in quel momento, è sembrata essere in discesa per i ragazzi di Conte, ma a causa di un pallone perso da Sanchez a centrocampo c’è stato il 2-3 ancora di Plea. E dopo un paio di occasioni da rete sprecate dai nerazzurri, la prima delle quali capitata a Young su assist di Sanchez, sempre Plea, a sette minuti dal termine, ha trovato una rete che avrebbe significato realizzare una straordinaria tripletta, se non fosse stata annullata dopo revisione al Var per un fuorigioco di Embolo.

Il finale è stato di lotta durissima in mezzo al campo, tanti cartellini gialli e poi la gioia finale per l’Inter. Tre punti pesantissimi, conquistati dai ragazzi di Conte sotto la pioggia tedesca, che hanno riaperto il più pazzo dei gironi di Champions: a novanta minuti dal termine tutte e quattro le squadre possono ancora ambire alla qualificazione alla fase successiva. Un girone da pazza Inter, il mister salentino non ce ne voglia.

Enrico Flavio Giangreco

Laureato in Economia Aziendale all'Università Bocconi di Milano, è giornalista professionista, consulente e docente di Comunicazione e Marketing. E’ opinionista anche sui temi dello sport management per NovaStadio ed InterFanTV e lo è stato per Sportitalia. Ha scritto di economia per numerose testate della carta stampata, della televisione e del web. Ha insegnato Marketing e Comunicazione nello Sport presso il Master in Management e Diritto dello Sport dell’Università degli Studi eCampus ed è stato docente anche di Sport Marketing alla European School of Economics di Milano. Ha pubblicato, insieme ad Alberto Canova, I Fondi Strutturali (FrancoAngeli) e, con Giorgio Falsanisi, Le società di calcio del 2000 (Rubbettino). Ѐ autore de La fabbrica del pallone (Rubbettino) e de Il marketing e la comunicazione nello sport (FrancoAngeli).

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