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L’Inter batte il Napoli giocando da provinciale ma va bene così

L'analisi sulla vittoria di ieri sera

Un’Inter, con un atteggiamento cinico ed uno spirito assimilabile a quello di una provinciale, è riuscito ad avere la meglio sul Napoli che, in dieci, dopo essere andato in svantaggio, ha sprecato tante occasioni. In questo modo, i ragazzi di Antonio Conte si sono portati al secondo posto della classifica, a un punto dal Milan che a Genova, contro i grifoni, ha  collezionato il secondo 2-2 consecutivo, recuperando entrambe le reti di un redivivo Mattia Destro.

Il match fra i nerazzurri ed i partenopei di Mister Gattuso si è rivelato essere molto tattico anche per le scelte di entrambi gli allenatori che, per 2/3 della partita, hanno finito per annullarsi reciprocamente. I ragazzi del Napoli si sono, d’altronde, espressi con un calcio più geometrico, mentre l’Inter è andata avanti a vampate, sfiorando il gol con Lautaro Martinez. Dopo un grave infortunio alla caviglia sinistra di Mertens, che è uscito dal terreno di gioco piangendo, il primo tempo non è stato caratterizzato da azioni degne di essere evidenziate.

Nella ripresa, è salito in cattedra il Napoli che ha sfiorato il gol con un geniale tacco di Insigne, respinto in modo straordinario da Handanovic, ma un episodio ha cambiato tutto: Ospina ha atterrato Darmian ed il calcio di rigore che ne è derivato è stato trasformato in modo impeccabile da Romelu Lukaku. In occasione del penalty, inoltre, Insigne, in maniera forse troppo severa, è stato espulso per proteste dall’arbitro Massa.

L’Inter ha gestito la partita ed il tecnico salentino ha optato per un cambio conservativo di Lautaro con Hakimi, palesando una scelta da calcio d’antan. Il Napoli in dieci ha sfiorato il pari con Politano e Di Lorenzo, ai quali si è opposto ancora Handanovic in giornata di grazia, e, poi, ha colpito un palo esterno con Petagna. Per Rino Gattuso la sconfitta di misura è stata un risultato beffardo, ad Antonio Conte sono rimasti tre punti d’oro.

Questa partita fra Inter e Napoli non ha reso contenta una buona parte della tifoseria nerazzurra che, sui social network, si è detta insoddisfatta della qualità del gioco espresso dai ragazzi di Mister Conte. Chi scrive comprende che a tutti piacerebbe vincere determinati incontri, come quello contro una diretta concorrente per le posizioni di vertice, giocando un football entusiasmante e bello a vedersi. Ma è anche vero che, per una squadra, portare a casa un match come quello di ieri sera a San Siro possa significare molto in termini di crescita delle convinzioni del gruppo ed essere altrettanto prezioso per il prosieguo del campionato. E’ vero, d’altronde, che, in questa fase della stagione, caratterizzata da una sequenza costante di partite ogni tre o quattro giorni, ci siano alcuni calciatori della rosa che sono molto stanchi perché hanno giocato troppo rispetto a quei loro compagni che, invece, non sono stati realmente a disposizione dell’allenatore. E, perciò, il risultato del match va bene al club della famiglia Zhang perché consente l’essersi avvicinati alla vetta della classifica a due partite dalla pausa natalizia. Non è poco.

Enrico Flavio Giangreco

Laureato in Economia Aziendale all'Università Bocconi di Milano, è giornalista professionista, consulente e docente di Comunicazione e Marketing. E’ opinionista anche sui temi dello sport management per NovaStadio ed InterFanTV e lo è stato per Sportitalia. Ha scritto di economia per numerose testate della carta stampata, della televisione e del web. Ha insegnato Marketing e Comunicazione nello Sport presso il Master in Management e Diritto dello Sport dell’Università degli Studi eCampus ed è stato docente anche di Sport Marketing alla European School of Economics di Milano. Ha pubblicato, insieme ad Alberto Canova, I Fondi Strutturali (FrancoAngeli) e, con Giorgio Falsanisi, Le società di calcio del 2000 (Rubbettino). Ѐ autore de La fabbrica del pallone (Rubbettino) e de Il marketing e la comunicazione nello sport (FrancoAngeli).

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