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La Dea domina il Diavolo a San Siro

Dopo i primi minuti giocati a buon livello, i rossoneri non riescono a gestire la fisicità e i fraseggi bergamaschi, passando in svantaggio al minuto 26: in occasione di un calcio d’angolo Romero aggira alle spalle l’inesperto Kalulu insaccando con una bella torsione di testa la rete che vale il vantaggio atalantino.

Il Milan ha comunque l’opportunità di tornare in parità con il solito Ibrahimovic che spreca da due passi un buon lancio di Sandro Tonali. Non paga la scelta di Pioli di inserire in neo milanista Meitè come “falso” trequartista: il tecnico parmigiano è infatti costretto a inserire Brahim Diaz al posto del francese.

Nel secondo tempo i ritmi della pressione bergamasca si alzano notevolmente è i rossoneri sembrano in apnea, impossibilitati a reagire. Al minuto 51 l’Atalanta ottiene un calcio di rigore per gomitata (ingenua) di Kessie su Ilicic: è proprio lo sloveno a battere Donnarumma dagli 11 metri e a portare il risultato sullo 0-2.

Al minuto 70 c’è spazio per l’esordio in rossonero di Mario Mandzukic che si rende subito pericoloso con un destro rasoterra  chiamando Gollini ad una parata d’istinto.

Il Milan cerca di rientrare in partita ma è l’Atalanta a trovare la rete con Duvan Zapata che, al minuto 77, batte Donnarumma sul primo palo in seguito ad  un contropiede magistrale. La formazione bergamasca batte così 0-3 il Milan e si rilancia in ottica campionato.

Successo strameritato che ridimensiona i rossoneri chiamati al riscatto in Coppa Italia contro l’Inter ed in campionato contro il Crotone. Si è visto in campo di quanto il Milan necessiti del rientro di Bennacer a centrocampo e di quanto fatichi senza l’apporto del capitano Romagnoli. Nota di merito per il fantasista bergamasco Ilicic, autore di una partita di altissimo livello.

La Dea asfalta il Diavolo

Simone Landi

fiorentino classe 1997, appassionato di calcio e sport in generale. Tifoso del Milan da sempre, scrivo per trasmettere agli altri le mie impressioni sul mondo del calcio e in particolare relativa alla realtà rossonera

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