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“La classifica comincia a piangere”. Juventus-Hellas Verona secondo Marco Sanfelici

I giudizi sulla prestazione della nuova Juventus di Pirlo

Danilo e Demiral autorevoli. Cuadrado ara la fascia. Bernardeschi ancora disastroso. Kulusevski strepitoso. Pirlo…

Szczesny 6. Incolpevole sul gol di Favilli, non ha fortunatamente altre occasioni per mettersi in luce. Il Verona ha un quarto d’ora nella prima frazione di gioco in cui è davvero efficace, ma senza creare chiare azioni da gol. È un peccato subire una rete così, nel momento in cui la Juventus stava prendendo campo.

Danilo 7. Impeccabile in difesa: si sta scrollando di dosso le incertezze che lo hanno spesso accompagnato. Sta fluidificando come un mediano di spinta vecchio stampo e soprattutto non ha mai paura ad entrare deciso di testa sui palloni che arrivano dall’alto. Devastante sull’azione che taglia la difesa scaligera e che consente a Cuadrado di colpire la traversa.

Bonucci 6. Dirige la difesa con bel piglio, si va a ritagliare spazi in appoggio mai banali, spesso le palle di testa sono sue. Eppure commette un errore determinante andando a chiudere su Zaccagni, lasciando Favilli drammaticamente libero. Si può giocare bene finché si vuole, ma una bonucciata così e tocca poi rincorrere. Si infortuna pure e così ciao Barcellona (Frabotta S.V. Tenta di dare un contributo all’assalto al pareggio e mette 2 buone palle in mezzo all’area. Tutti qui).

Demiral 6,5. Forse meno appariscente di Danilo, ma altrettanto concreto. Anzi, in fase difensiva, alcuni interventi sono stati da grande centrale. Pare che nella linea a 3 ci stia bene al punto di uscire in pressione sull’attaccante e portargli via la palla o stopparlo come pochi altri attualmente. Una sicurezza che permette a Chiellini di concedersi il tempo sufficiente per tirarsi a lucido.

Cuadrado 7. Che lo scrivo a fare! La fascia destra della Juve è territorio privato di Juan. Dietro o davanti, per non parlar del mezzo. Rischia di distruggere la traversa della porta sotto la curva sud nell’occasione che avrebbe consentito un vantaggio non solo numerico ma psicologico su un Verona che era in partita alla grande. Verso la fine dell’incontro lascia un uomo sul posto in area veronese, ma il suo tiro si scaglia contro il portiere. Che si conservi a lungo con questa forma!

Arthur 5,5. Pirlo dovrà fare mente locale su quanti tempi di gioco vengono persi da questo strano brasiliano e soprattutto dovrà analizzare ogni volta che non serve il compagno dritto per dritto. Per fortuna che non perde palloni, ci mancherebbe anche che li perdesse.

Rabiot 5. Mi attendevo Adrien in formazione iniziale per le sue caratteristiche di cursore. Ciò che non mi attendevo è il fatto che corra appresso agli avversari, mentre dovrebbero essere loro a correre appresso a lui. Spinge poco e porta troppo palla. È complice del pasticcio che fa arrivare la palla sui piedi di Zaccagni per il vantaggio gialloblù.

Bernardeschi 4,5. Nella insolita posizione di esterno sinistro, parte benino (sua la prima conclusione della squadra bianconera), ma alla distanza crolla come una pera matura. Autore poi del passaggio laterale alla “Alex Sandro in Milan _Juve 4 a 2 dello scorso anno” che di fatto apre il contropiede del vantaggio esterno. Roba da prenderlo a calci nel di dietro! A volte sembra che si chieda che cosa ci faccia lì, in campo. Ennesima possibilità buttata alle ortiche (Kulusevski 7,5. Hombre del partido. Il confronto con Berna è impietoso, si è passati da un’enigma stagnante ad una concretezza senza dubbio alcuno. L’azione del pari è un inno alla tecnica applicata alla rete voluta ed ottenuta. Grande acquisto).

Ramsey 5,5. Prestazione generosa, ma troppo spesso arruffona. Impreciso sovente, al limite del masochismo. Un passo indietro rispetto alle ultime uscite che hanno fatto propendere Pirlo per inserire Aaron fisso nella formazione iniziale. Posso sbagliarmi, ma a me pare che soffra la manovra compassata di Arthur. Meglio si adatta alla presenza di Bentancur, portato alla verticalizzazione ed al lancio a trequarti di campo. Problemi che Pirlo dovrà risolvere. (Vrioni S.V. Confuso tra la folla nell’area di rigore del Verona negli ultimi minuti concitati).

Dybala 7. Giù il cappello di fronte ad una prestazione polposa assai dopo 3 mesi di assenza. Ho sperato che la Joya centrasse l’incrocio sulla punizione intorno all’80°. Non per vincere, ma per lui. Per tutte disavventure che ha inanellato nel tempo in cui è stato lontano dai campi di gioco. Primo tempo da cliché “Allegri”, spesso indietro a dialogare e rilanciare l’azione. Secondo tempo votato a calpestare la riga del limite dell’area avversaria. Pericolo costante, ma non al punto di lasciare il suggello su una partita rognosa e complicata come il Verona, con merito, l’ha apparecchiata. Quando CR7 rientrerà, non vorrei essere nei panni di Pirlo, anche se l’abbondanza non guasta.

Morata 7. Grande prestazione accompagnata da una serie di situazioni “spintanee” che hanno privato Alvaro della gioia della rete strameritata. Tra Crotone e stasera sono già 2 le reti annullate a Morata per quisquilie. Sono soprattutto 4 punti che mancano in classifica e non sono pochi. D’ora in avanti sarà bene acquistare un centravanti con un numero di scarpini sotto il 44, altrimenti la probabilità di andare in fuorigioco è notevole, nell’era di quella porcheria sesquipedale che è il V.A.R. L’ho sempre sostenuto e più si va avanti e più mi convinco di avere ragione. Diventa difficile giudicare il lavoro di una punta se poi una tecnologia virtuale, cancella con un colpo di riga un gol di ottima fattura come il pallonetto dell’1 a 0. A 28 anni, il Moratone ha acquisito la capacità di stare in area e di non recedere dal posto conquistato. Ora è una vera prima punta, che si fa rispettare e che ha ormai piena consapevolezza di essere forte. Altro ottimo acquisto.

Pirlo 6. Formazione d’inizio con un unico neo: Bernardeschi. Però, la voglia di partire con la sorpresa, sta diventando un marchio di fabbrica del mister, ma non sempre ripaga. La Juventus di Pirlo è una squadra solida, che accetta l’uno contro uno, ma sacrifica la velocità a schemi elaborati in mezzo al campo, dove è necessario cancellare orpelli ed esitazioni. Le prestazioni sono sempre buone, ma si pareggia troppo.

Ne ha parlato anche Giorgio Micheletti in esclusiva per Contro Calcio

E il pareggio è il risultato della squadra che è a metà del guado, senza una precisa identità. Ha l’attenuante che manca il “castigamatti” che cala sul prato il suo valore aggiunto ad ogni incontro e che, gli episodi non premiano la squadra. Kulusevski è imprescindibile, Bernardeschi una riserva; Arthur è un’incognita, McKennie chissà…Non è più tempo di esperimenti, ora largo alle scelte che restano nel tempo. La classifica incomincia a piangere.

Juve-Verona sfida da non sottovalutare

Marco Edoardo Sanfelici

Mentre regalavo al mondo i miei primi vagiti, il freddo dell’inverno era talmente spietato, da spezzare i platani di corso Vittorio, sotto l’espansione della linfa gelata. Anno strano, il 1956, se addirittua la Fiorentina riuscì a vincere lo scudetto per la prima volta. E non di meno del tutto “particolari” gli elementi che in quell’anno esordirono nel difficile mestiere di vivere. Non faccio eccezione, anzi: mi porto appresso un caratteraccio ed un errore dell’Ufficio dell’Anagrafe. Faccio Marco Edoardo dunque di nome e Sanfelici di cognome. Giacchè un anonimo impiegato mi ha appioppato il secondo nome, guai a chi me lo tocca. Sono juventino di tifo ed un po’ di aspirazione, dato che la scelta avvenne nel cortile d’infanzia perché l’amichetto più simpatico tifava Juve, mentre l’altro compagno di giochi alquanto scorbutico sosteneva i colori granata. Così va il mondo, o meglio, così andava il mondo di Torino sessanta anni fa. Di tutti i vantaggi ereditati, giuro, ero all’oscuro. Ho sempre cercato di confondermi nella folla della curva, fino a quando una giovane e graziosa conduttrice di una televisione locale non mi ha ordinato di sedermi tra una delle sedie degli ospiti, in un vecchio teatro TV. E’ cambiata la prospettiva. Da quel momento, or sono 13 anni, ho messo sovente la faccia nel video, nei social, nelle testate online, ho curato un blog, ho risposto e continuo a rispondere ad inviti e simili. Troppa grazia, sant’Antonio e soprattutto sollevo ogni responsabilità. Poco ma sicuro. Controcalcio, compreso

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