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Juve con tanta difficoltà

Nonostante la vittoria i bianconeri hanno palesato grandi lacune

Pronti via e Pirlo si vede privare nel giro di mezz’ora di altre due pedine nel suo scacchiere, Dybala e McKennie, che complicano i piani del match con il Sassuolo, quelli di mercoledì con il Genoa e, soprattutto, quelli della partitissima di domenica sera a San Siro, anche per via del fatto che forse l’unico recuperabile degli altri big assenti è Cuadrado ma bisognerà aspettare venerdì. Ciò non toglie che anche ieri sera la Juve ha palesato non poche difficoltà per venire a capo di una partita complicatissima contro un avversario davvero tosto che, nonostante l’inferiorità numerica, fa sembrare la Juve stessa ad essere sotto di un uomo facendole male in contropiede e inducendo De Zerbi (davvero bravissimo) addirittura a tentare di vincerla.

Manovra lentissima con il pallone che circola davvero troppo piano e spesso in orizzontale, un possesso palla sterile e molti giocatori che a volte sembrano quasi spaesati senza palesare mai un cambio di ritmo e di personalità (cosa che manca moltissimo a questa squadra) e in questo ci si aspettava forse un qualcosa di più per esempio da Arthur, che però sembra non avere assolutamente le caratteristiche né per verticalizzare né per accelerare la manovra. Forse è più utile a risultato acquisito quando è necessario fare possesso palla e aspettare che il cronometro arrivi in fondo. Nei momenti di difficoltà questo gruppo spesso si perde, va in crisi per la mancanza di un leader vero che sappia caricarsi la squadra sulle spalle e tirarla fuori dalle secche. Ronaldo non attraversa un “grandissimo” momento di forma dal derby in poi, pur essendo in vetta alla classifica marcatori e non va assolutamente dimenticato né sminuito, ma è chiaro che se non lo fa lui, nessun altro al momento è in grado di tirarci fuori dai guai. Chi potrebbe farlo in un futuro non troppo lontano è Chiesa che con i suoi strappi (non muscolari eh) e le sue fiammate può incendiare la partita in un amen, vedi Milan, e ieri aveva dato segnali ottimi in questo senso, ma si è visto frenare la sua partita per un’entrataccia di Obiang nel primo tempo (poi giustamente espulso) che lo mette quasi ko limitandone poi tutto il resto del match

La classifica comunque davanti si è ulteriormente accorciata e la Juve vince la sua terza partita di fila, cosa che non accadeva da parecchio: questi sono sicuramente due segnali importanti che fanno anche morale, ma domenica sera contro l’Inter ci vorrà una Juve diversa perché altrimenti non basterà per uscirne indenni. I nerazzurri arrivano da un punto nelle ultime due partite ma non vanno presi sotto gamba e la Juve stessa non può permettersi di uscire dal Meazza a mani vuote. Certo è che l’impegno in Coppa Italia diventa quasi un impiccio più che un obiettivo, in virtù del fatto che sarà quasi impossibile per Pirlo fare un turn over massiccio. Molti non potranno rifiatare e dovranno stringere i denti sperando sempre non arrivino altre sorprese dal punto di vista sanitario, ma ci vuole più Juve, più cattiveria, più personalità specie in un anno complicatissimo come questo dove ogni giorno può accadere di tutto, fermo restando che è necessario rimpolpare la rosa con uno/due acquisti mirati in questo mercato per permettere allo stesso Pirlo di avere più carte a giocarsi in caso di emergenza. Ma un passo alla volta, prima il Genoa, poi l’Inter, poi in un futuro chissà se vicino o lontano la Supercoppa col Napoli con un unico obbiettivo: vincere.

Fabio Castellaneta

Nasco a Torino il 21 febbraio 1975 da una famiglia juventina, di conseguenza non potevo che esserlo anche io perché è nell’ ordine naturale delle cose. Negli anni questa passione si trasforma da curvaiolo sfegatato a persona più razionale (forse…), tanto che ad un certo punto, un po' per fortuna o per il caso o per il destino, comincio ad essere visto anche come un opinionista e comincio a collaborare con alcuni blog scrivendo articoli sulla Juventus a “modo mio”; poi arriva il grande salto con la presenza in alcune trasmissioni tv piemontesi e l apparizione saltuaria su Radiobianconera. Infine Controcalcio. A più di un anno dall’inizio di questa avventura ho imparato tantissime cose, e l’aver a che fare con veri professionisti del settore non ha fatto altro che arricchirmi ancora di più Non mi sento di promettere nulla, ma una cosa la posso dire: se deciderete di riporre la vostra fiducia in me, non ve ne pentirete Fino alla fine!

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