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Gianmatteo Mareggini: “L’empatia tra gruppo e allenatore il segreto vincente del Milan di Pioli. Vi racconto dei ‘miei’ ragazzi che mi hanno stupito e su Dragowski…”

Intervista a cura di Gabriele Taverni

Per fare il punto sulla serie A in corso e sul “mondo” degli estremi difensori, la redazione di Contro Calcio Social Tv ha contattato l’ex portiere della Fiorentina Gianmatteo Mareggini, preparatore dei portieri delle nazionali giovanili. Tanti i temi toccati nell’intervista rilasciata ai nostri microfoni.

Mareggini, in questo momento c’è grande lotta al vertice nel campionato italiano. Secondo lei chi è la favorita per lo scudetto?

“Intanto posso dire di essere felice per il Milan. I rossoneri stanno facendo veramente il massimo, sia Pioli, sia la squadra come espressione di gioco. Allo stesso tempo però ho paura che la mancanza di ottime seconde linee possa pesare alla lunga per i rossoneri. Penso che questo sia l’unico gap che può avere il Milan con la Juventus e l’Inter”.

Quali sono i segreti di questo Milan?

“Penso che sia un segreto vecchio per così dire; ovvero un’empatia importante che si è creata nel gruppo. E questa qualità non si può certo comprare o imparare su un libro. È una di quelle formule magiche che fanno le fortune delle squadre. L’empatia che si è creata tra il gruppo e il suo allenatore è sicuramente l’arma in più di questo Milan”.

Inoltre, lei conosce molto bene il tecnico dei rossoneri…

“Pioli è un ragazzo intelligente, che studia e si aggiorna in modo importante. Sa trasmettere qualità tecnico tattiche ai suoi calciatori ma anche morali importanti”.

C’è un portiere che l’ha sorpresa in questa metà di campionato?

“Le mie sorprese più belle sono i portieri che a 18/19 anni ho avuto la fortuna di allenare in Nazionale. Parlo di Montipò del Benevento, che era un perfetto sconosciuto. Poi sicuramente Alessio Cragno, Alex Meret e Gollini. Tutti portiere che ho avuto e che, all’epoca, sapevo già che sarebbero arrivati ad alti livelli. Chi mi ha sorpreso più di tutti è stato sicuramente Cragno. Ad oggi si sceglie i portieri in base alle qualità fisiche. Lui non ha mai avuto gradi doti fisiche (non è altissimo ndr). Però chi lo ha allenato ha sempre visto in lui potenzialità incredibili. È riuscito ad arrivare in serie A da protagonista raggiungendo poi anche la maglia della Nazionale. Sono veramente orgoglioso del suo percorso”.

Restiamo in tema Nazionale. In questo momento, chi potrà giocarsela in qualche modo con Donnarumma?

“Donnarumma è un portiere che si sta completando. Ha 20 anni e gioca già come un veterano. Ha delle qualità fenomenali; assicura alla Nazionale un grande futuro. Ma dietro di lui ci sono sicuramente portieri importanti. Gli estremi difensori italiani sono tra i migliori al mondo. Non dobbiamo mai dimenticare il fatto che la nostra scuola ha sempre sfornato portieri fortissimi”.

Che giudizio da a Bartolomej Dragowski?

“Ho sempre detto che la Fiorentina non ha mai avuto un problema di portieri. Mi piacciono sia Dragowski che Terracciano. Il polacco si è preso benissimo la porta viola. Penso che la sua qualità migliore sia la personalità. Adesso ha un carisma diverso nello stare tra i pali. E’ un portiere che si è fatto da solo, sicuramente con l’aiuto del suo allenatore dei portieri”.

Gabriele Taverni

26 anni, nato a Poggibonsi ma residente a Certaldo da sempre, paese natio del sommo poeta Boccaccio e di...Luciano Spalletti. Laureato in Scienze della Comunicazione a Siena nel 2018 e giornalista Pubblicista dal 2019, amo questo lavoro da quando compravo il Corriere dello Sport al mare in Sardegna a 10 anni! Dal 2019 nella fantastica redazione di Contro Calcio.

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