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Finalmente!

Pirlo e la Juve si riscattano e arricchiscono il J Museum con la nona Supercoppa Italiana della storia battendo il Napoli meritatamente, a scanso di chi afferma il contrario. Partita non bellissima, primo tempo di studio con una circolazione del pallone ancora troppo lenta ma decisamente più ordinata rispetto alle ultime uscite, poi nel secondo la Juventus gioca molto meglio (o meno peggio di altre volte, così accontentiamo tutti….) e trova due reti diversissime tra loro, una da calcio piazzato e l’altra in contropiede, a dimostrazione che comunque sia siamo di fronte ad una squadra che è ancora alla ricerca di sé stessa per via delle prestazioni troppo ondivaghe e schizofreniche; ma andare alla ricerca di tutto ciò con un trofeo in più è meglio che farlo a mani vuote. Probabile che non sia del tutto sufficiente per cancellare lo scempio di San Siro e il troppo divario dalla prima in classifica ma è comunque, si spera, l’inizio di un qualcosa; ora davvero in campionato bisogna ritornare a correre fortissimo se davvero si vuole il decimo, e a disposizione c’è un intero girone da giocare. E’ come un lunghissimo GP di Formula1 nel quale partiamo quasi dall’ultima fila e l’obbiettivo è arrivare primi, Conteranno molto le gomme, i meccanici ai box ma soprattutto il motore e ieri a questo motore è stato nuovamente aggiunto un additivo potentissimo, che risponde al nome di Cuadrado, il quale si spera serva a non farlo scendere più di giri; il tutto senza dimenticare l’assenza pesante come un macigno di Deligt e il ritorno di Alex Sandro.

Va comunque dato atto a Pirlo di aver sbagliato poco o nulla, eccezion fatta forse per l’utilizzo di un Chiesa non al meglio e dal lato sbagliato, ma per il resto il Napoli non ha mai messo davvero sotto la Juventus andando a conclusione due volte, con Tek prontissimo a respingere, e un rigore (……..) calciato fuori da Insigne proprio sul finire del match (n.d.r. a proposito sono 3 rigori su 3 sbagliati da Insigne contro la Juve); certo, con i supplementari sarebbe stata ancor più dura e probabilmente avremmo assistito alla lotteria dei 16 metri, peccato o per fortuna che con i se e con i ma le partite non si vincono, i bianconeri ieri hanno ampiamente meritato di vincere e va riconosciuto nello stesso modo in cui vengono, anche giustamente, massacrati quando perdono in malo modo al limite dell’indegno. I jolly sono finiti ad un pezzo, davvero non c’è più tempo, è ora di mettere da parte questo essere ondivaghi e schizofrenici ma di tenere il timone ben saldo e cominciare ad infilare un filotto importante; poniamo ipotesi, a oggi molto concreta, che non si vinca lo scudetto, sarebbe disastroso sotto tutti i punti di vista steccare la qualificazione alla Coppa più importante, ma i ragazzi lo sanno così come lo sa Pirlo e continuiamo a non credere che questo gruppo abbia intenzione di arrendersi a fine gennaio. Ad una e unica condizione: mai più una roba insulsa come quella di San Siro. Mai più.

Fabio Castellaneta

Nasco a Torino il 21 febbraio 1975 da una famiglia juventina, di conseguenza non potevo che esserlo anche io perché è nell’ ordine naturale delle cose. Negli anni questa passione si trasforma da curvaiolo sfegatato a persona più razionale (forse…), tanto che ad un certo punto, un po' per fortuna o per il caso o per il destino, comincio ad essere visto anche come un opinionista e comincio a collaborare con alcuni blog scrivendo articoli sulla Juventus a “modo mio”; poi arriva il grande salto con la presenza in alcune trasmissioni tv piemontesi e l apparizione saltuaria su Radiobianconera. Infine Controcalcio. A più di un anno dall’inizio di questa avventura ho imparato tantissime cose, e l’aver a che fare con veri professionisti del settore non ha fatto altro che arricchirmi ancora di più Non mi sento di promettere nulla, ma una cosa la posso dire: se deciderete di riporre la vostra fiducia in me, non ve ne pentirete Fino alla fine!

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