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È sempre la stessa storia – Milenkovic come Cutrone contro il Verona. E quel gol annullato a Bonaventura…

A cura di Stefano Borgi

È sempre la solita domanda: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Beh, per come ci si aspettava… bicchiere mezzo vuoto. Per come si era messa… mezzo pieno. Praticamente all’orlo.

Un pareggio al 97′ non si vedeva dal… 12 luglio scorso: Fiorentina di Iachini che, dopo il lockdown raccoglie la miseria di 5 punti in 5 partite e annaspa nei bassifondi della classifica. Verona, al contrario, in piena zona europea con Juric allenatore rivelazione. Pronti via, Scaligeri in vantaggio al 18′ con Faraoni, innescato da Amrabat (quando sapeva giocare), viola contratti ed impauriti, incapaci di organizzare una manovra degna di questo nome. Più o meno come ieri sera contro il Genoa. Al 96′ l’azione della disperazione: Chiesa porta palla sulla trequarti (esattamente il rimpianto di Prandelli in settimana: “Fino a due mesi fa c’era un giocatore che strappava e portava palla fino al limite dell’area”), assist filtrante per Cutrone che con una puntatina scavalca Silvestri e regala un punto a dir poco decisivo. Eh già perché, dopo quel pareggio, la Fiorentina (nelle ultime 6 partite) perderà una sola volta (a Roma contro la Roma), pareggerà a San Siro contro l’Inter, batte Lecce, Torino, Bologna e Spal, finendo al decimo posto con 49 punti. Impensabile fino al 95′ di quel Fiorentina-Verona.

Chissà che la storia non si ripeta, tra l’altro considerando che i due protagonisti (Milenkovic e Cutrone) sono entrambi sul piede di partenza. Certo, i prossimi 6 avversari dei viola (Atalanta, Sassuolo, Verona, Juventus, Bologna e Lazio) sono un po’ diversi dai precedenti. Difficile fare 13 punti in 6 partite. Soprattutto il momento è diverso, e ci vorrà tutta l’esperienza di Prandelli (che ieri contro il Genoa ne ha fatte più di Carlo in Francia, ma… succede anche ai migliori) per condurre in porto la barca alla deriva.

Altro parallelo con la storia, meno recente, ma sempre vivido e presente nella nostra memoria: il gol annullato a Bonaventura ci ricorda molto da vicino l’annus horribilis 1992-1993. Era l’anno di Agroppi, dei fischi alla Nazionale, era la Fiorentina di Cecchi Gori invisa al palazzo, ai media, ai tifosi avversari… a tutti. Nessuno escluso. Ecco, probabilmente non siamo a quei livelli, ma Rocco Commisso (temiamo) non goda delle simpatie del sistema calcio. Del sistema in generale. Ed usiamo un eufemismo.

Le prime avvisaglie si ebbero lo scorso 3 febbraio dopo i due rigori contro la Juventus (ricordate? Nicchi che si professa disgustato da certi comportamenti…) Quest’anno tocca alle istituzioni politiche trovarsi di fronte un Don Chisciotte riottoso e brontolone che vorrebbe rifare (demolire?) il Franchi, additando la burocrazia italiana come prima responsabile. E poi, aspetto non secondario, Commisso si è sempre dichiarato un acceso sostenitore di Donald Trump. E sappiamo quanto la politica indirizzi ed influenzi qualsiasi decisione, qualsiasi comportamento. O ti adegui, o fai la fine di… Vittorio Cecchi Gori. E chissà, magari anche di Commisso.

Insomma… in condizioni normali il gol di Bonaventura sarebbe stato concesso, con questi chiari di luna invece… E se hanno mandato in serie B una Fiorentina con Batistuta, Effenberg, Laudrup e Baiano, perché non potrebbero riprovarci con una nettamente inferiore? Squadra avvisata, mezza salvata…

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Stefano Borgi

Nasce a Firenze il 19 agosto 1966. Nel 1985 consegue la maturità classica al liceo “Niccolò Machiavelli”, e successivamente frequenta la facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” a Firenze. Contemporaneamente studia musica classica e moderna, conseguendo privatamente il diploma del 5° anno di pianoforte. La vera passione, però, è lo sport. Segnatamente il tennis (negli anni ’80 fa parte dell’agonistica del T.C. Scandicci), ma soprattutto il calcio. Spinto dal tifo per la Fiorentina e da una memoria storica che lo porterà (nel 2006) a muovere i primi passi nel mondo giornalistico. La prima collaborazione, fino al 2017, è con l’emittente radiofonica Lady Radio. Al suo interno è inviato per il quotidiano “Metropoli”. Nel 2008 prende il tesserino di pubblicista e collabora (fino al 2014) col sito Firenzeviola.it. Dal 2008 al 2011 fa parte della redazione sportiva del “Corriere di Firenze” (poi ribattezzato “Nuovo Corriere di Firenze”) e scrive il libro “Sprofondo Viola” (edito da Violacea), con la prefazione di Cesare Prandelli. Nel 2009 entra nella “Commissione Storia” del Museo Fiorentina, lavorando a schede celebrative della storia viola pubblicate sul media ufficiale di ACF Fiorentina Violachannel.tv. Nel 2017 scrive per il mensile nazionale “Calcio 2000”, edito dal network Tuttomercatoweb. Negli anni ha collaborato anche con Italia 7, Toscana TV e Radio Blù. A novembre 2020 inizia l’avventura con “Controcalciosocialtv.it”.

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