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Coppa Italia – La Juve (ri)sbanca San Siro e…

Il commento di Fabio Castellaneta

CR7 si riscatta dal periodo di leggero appannamento con la doppietta personale e mette a tacere le critiche

È una Juve diversa soprattutto nell’atteggiamento quella che si presenta al Meazza e mette più di un piede nella finale di Coppa Italia, anche se a, onor del vero, il vantaggio avversario avviene in fotocopia con ciò che successe il 17 gennaio (la sintesi di Inter-Juventus di Serie A). Ma questa volta Madama dalla partita non ci esce e reagisce soprattutto con la testa  mostrando per lunghi tratti di aver comunque a disposizione la rosa qualitativamente più forte rispetto a tutte le altre. Un rigore sul quale non c’è il minimo dubbio ma su cui deve porre rimedio il VAR e un gol da rapace di Ronaldo su erroraccio difensivo di Bastoni, suggellano la doppietta personale di Cristiano che sigla il 22esimo gol stagionale in 23 presenze. Il che è sufficiente per mettere a tacere certi brusii.

La vittoria è meritata ed è sostenuta dai numeri che dicono che la Juventus nel 2021 le ha vinte tutte tranne una, proprio a San Siro, il che testimonia come comunque il progetto e le idee di Pirlo stiano prendendo forma e non siano poi così campate per aria o frutto dell’improvvisazione, come qualcuno va dicendo da mesi. Oltretutto il gruppo è con lui, rema tutto nella stessa direzione e questo significa che le basi ci sono e sono piuttosto solide.

È pur vero che c’è una partita di ritorno da giocare e che la Juve ci arriva con la bellezza di 10 diffidati a rischio dunque per l’eventuale finale, ed è anche vero che il fattore campo con gli stadi vuoti non incida come in tempi in cui gli impianti fanno segnare il tutto esaurito (e lo Stadium pieno ha un peso specifico non indifferente), quindi non bisogna certo pensare che l’obbiettivo sia raggiunto e scontato.

A Torino torneranno due pedine fondamentali per gli avversari, ma in compenso ne lasceranno a casa altri due tra cui Vidal, quindi antenne drittissime. Spiace sentir dire nel dopo partita che la Juve non ha meritato perché “abbiamo fatto tutto noi”, in fondo riconoscere anche i meriti degli avversari è un esercizio di intelligenza e maturità, ce ne faremo una ragione, ma vincere da  nove anni consecutivi non può essere solo e sempre per demeriti altrui anche se, a onor del vero, in Italia più che in ogni altro posto non vige lo spirito di emulazione verso chi si dimostra più bravo, ma piuttosto si tende a volerlo trascinare verso la propria mediocrità.

Sta di fatto che al netto di mega assembramenti fuori dal Meazza, con Ronaldo “il cattivone” a Courmayeur in mezzo al nulla nella neve e tenuto sotto controllo medico ogni 4 giorni, una direzione arbitrale che non è piaciuta (ad entrambe le fazioni…) specie nella gestione dei cartellini e, purtroppo, un servizio pubblico anch’esso non propriamente neutrale e che non è piaciuto (ad entrambe le fazioni…), la Juventus prosegue nel filotto di vittorie di cui aveva bisogno come il pane, per prendere sempre più fiducia nei propri mezzi e, soprattutto, per dare un segnale forte, fortissimo, alla concorrenza.

Domenica alle 18 contro la Roma sarà un’altra partita difficilissima e complicatissima ma che la Juve deve far sua per dare senso e continuità alla rincorsa verso i piani ancora più alti della classifica. Poi dopo tre giorni sarà di nuovo Inter, poi il Napoli, poi il Porto (importantissimo) e così via ma un passo alla volta forse ci arriviamo, l’importante è non andare troppo in là soprattutto con la testa

Fabio Castellaneta

Nasco a Torino il 21 febbraio 1975 da una famiglia juventina, di conseguenza non potevo che esserlo anche io perché è nell’ ordine naturale delle cose. Negli anni questa passione si trasforma da curvaiolo sfegatato a persona più razionale (forse…), tanto che ad un certo punto, un po' per fortuna o per il caso o per il destino, comincio ad essere visto anche come un opinionista e comincio a collaborare con alcuni blog scrivendo articoli sulla Juventus a “modo mio”; poi arriva il grande salto con la presenza in alcune trasmissioni tv piemontesi e l apparizione saltuaria su Radiobianconera. Infine Controcalcio. A più di un anno dall’inizio di questa avventura ho imparato tantissime cose, e l’aver a che fare con veri professionisti del settore non ha fatto altro che arricchirmi ancora di più Non mi sento di promettere nulla, ma una cosa la posso dire: se deciderete di riporre la vostra fiducia in me, non ve ne pentirete Fino alla fine!

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