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Alla deriva

Castellaneta: "La Juve è una rapa da cui non si può cavare il sangue"

Senza capo né coda, senza gioco, senza schemi, senza personalità, senza voglia di reagire. Questa oggi è la Juve. Una squadra costruita malissimo, figlia probabilmente di scelte sbagliate in estate, che paga l’inesperienza della guida tecnica (ma lo si sapeva) e l’inadeguatezza di molti giocatori che non hanno la più pallida idea della maglia che portano addosso. Le sconfitte fanno parte del gioco vanno accettate e ci stanno, non è quella la tragedia, così come il dover accettare che prima o poi questo lungo e (quasi) interminabile ciclo debba giungere al termine. Arriva il momento in cui per un certo periodo non vinci neanche un torneo estivo di freccette ed è fisiologico, ma arrendersi in questo modo ancor prima che la battaglia sportiva cominci non è accettabile.

Pur essendo tristemente vuoto, un palcoscenico come quello del Meazza basterebbe già di suo per regalare stimoli, così come il rivale che si ha di fronte, ma la grinta, la garra, le cosiddette palle (passatemi il termine forte) le hai o non le hai, non sono caratteristiche che compri al mercato. Al massimo possono essere stimolate da chi dirige e nulla più, ma cavare personalità da giocatori molli e fragili (Rabiot e Ramsey su tutti, ma la lista è ancor più lunga), è un esercizio pressoché impossibile e quando vai in battaglia ci va gente con la spada ma se ti presenti con chi entra in campo già con il fazzoletto bianco in segno di resa, tutto diventa inutile.

Non c’è un solo colpevole, non è la sconfitta di un singolo o dei singoli, il tracollo di ieri sera è stato generale, nei momenti di difficoltà a questa squadra manca l’uomo che si carichi il peso sulle spalle e la tiri fuori dai guai e non si può pensare sempre che sia il solo Ronaldo (fantasma da oltre un mese) a fare due gol a partita per nascondere le magagne. Appurato ormai che il problema principale è il centrocampo, sarebbe forse più opportuno cominciare a sceglierne uno (quasi) definitivo e puntare su quello perché metterci ogni volta mano e stravolgerlo come un calzino complica ancor di più un qualcosa che è già complicato di suo. Se si chiama zona nevralgica ci sarà un perché ed è dunque necessario fare delle scelte definitive, capire se si vuole giocare a 2, a 3 o a 4 o a 8, non ha importanza ma che si dia fiducia perché non è pensabile stravolgerlo ogni volta fermo restando che il materiale umano a disposizione non è sicuramente di prima scelta, e forse neanche di seconda.

Per far sì che questa stagione non si trasformi in un calvario bisogna invertire nettamente e immediatamente la rotta ma a oggi la Juventus è molto simile ad una rapa da cui è impossibile cavare sangue e non c’è neanche troppo tempo per pensare che dopodomani arriva un appuntamento che, a questo punto, assume un’importanza che va aldilà di ciò che rappresenta. Un’altra imbarcata simile mercoledì sera al Mapei contro il Napoli farebbe esplodere definitivamente il bubbone, e vista la condizione in cui sono i partenopei il timore è grande e fondato. A oggi questo gruppo sembra non averne, come si suol dire, vorrei ma non posso, e deve trovare la forza per uscirne pur avendo passato periodi simili o peggiori di questo ma in situazioni differenti; a bocce ferme poi si dovranno fare valutazioni molto serie seguite da decisioni drastiche e anche da qualche spiegazione plausibile

Io pongo un quesito che farà discutere ma che ritengo necessario fare: l’acquisto di Ronaldo è IL problema? O il fatto di voler costruire su di lui un progetto e poi cambiargli 3 allenatori in 3 anni è IL problema?

A breve avremo delle risposte, per ora vorremmo semplicemente i fatti e possibilmente sul campo, please.

Fabio Castellaneta

Nasco a Torino il 21 febbraio 1975 da una famiglia juventina, di conseguenza non potevo che esserlo anche io perché è nell’ ordine naturale delle cose. Negli anni questa passione si trasforma da curvaiolo sfegatato a persona più razionale (forse…), tanto che ad un certo punto, un po' per fortuna o per il caso o per il destino, comincio ad essere visto anche come un opinionista e comincio a collaborare con alcuni blog scrivendo articoli sulla Juventus a “modo mio”; poi arriva il grande salto con la presenza in alcune trasmissioni tv piemontesi e l apparizione saltuaria su Radiobianconera. Infine Controcalcio. A più di un anno dall’inizio di questa avventura ho imparato tantissime cose, e l’aver a che fare con veri professionisti del settore non ha fatto altro che arricchirmi ancora di più Non mi sento di promettere nulla, ma una cosa la posso dire: se deciderete di riporre la vostra fiducia in me, non ve ne pentirete Fino alla fine!

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